Il mio lavoro è orientato in senso psicoanalitico: uno spazio di ascolto attento e profondo, in cui ciò che viene portato può essere accolto senza fretta, nel rispetto dei tempi e della storia di ciascuno. Nella relazione prende forma uno sguardo condiviso, capace di avvicinarsi anche a ciò che è più difficile, senza forzarlo. È in questo spazio che il percorso di cura inizia a costruirsi.

La psicoanalisi infantile e l’osservazione secondo il modello Tavistock rappresentano una base importante del mio modo di lavorare, anche con gli adulti. L’osservazione dei primi stati di vita consente di avvicinarsi a esperienze che non hanno ancora forma né parola, ma che si esprimono attraverso il corpo e le emozioni. Questo modo di osservare aiuta a riconoscere, anche negli adulti, ciò che resta difficile da pensare, aprendo alla possibilità di sentirlo, comprenderlo e trasformarlo. Inoltre, l’osservazione di stampo psicoanalitico offre una base solida per comprendere relazioni familiari complesse aiutando a cogliere ciò che si muove tra le persone, anche quando non viene detto.

Nel lavoro con bambini e adolescenti, ma anche con gli adulti, forme espressive come il Gioco della Sabbia, il disegno, l’utilizzo di immagini e della fotografia, aprono a ulteriori possibilità di espressione e di contatto con il proprio mondo interno, attraverso un linguaggio simbolico e personale.

Il lavoro con l’EMDR permette di avvicinare e rielaborare esperienze traumatiche o bloccate, favorendo un processo di integrazione che restituisce continuità e senso alla propria storia.
Facilita l’elaborazione di ricordi ed esperienze emotive che possono rimanere attive nel presente sotto forma di immagini, pensieri, emozioni o sensazioni corporee disturbanti.
Questo processo consente di ridurre l’intensità del carico emotivo legato a tali esperienze e di favorire una loro riorganizzazione più adattiva, permettendo alla persona di entrare in contatto con nuove prospettive, risorse e possibilità di significato.

La mindfulness sostiene uno sguardo più consapevole e non giudicante su ciò che si vive, favorendo un contatto più diretto con l’esperienza, anche corporea, e creando uno spazio interno in cui poter sostare e ascoltare.

Quando necessario, utilizzo anche strumenti di valutazione psicodiagnostica, tra cui test proiettivi e di personalità, come supporto alla comprensione del funzionamento psicologico e alla costruzione del percorso terapeutico.

Questi elementi non sono utilizzati come tecniche separate, ma si integrano nella relazione, dando forma a un percorso che si costruisce insieme, a partire da ciò che emerge.